INFLUENZA SUINA:IL VACCINO NON SERVE! ANCHE GLI OPERATORI SANITARI COMINCIANO AD AMMETERLO!

 

”Alcune indagini condotte in Europa, Cina e Canada, che hanno messo in evidenza come dal 25 al 50% dei soggetti indicati come bersaglio della vaccinazione, compresi gli operatori sanitari, rifiuterebbero il vaccino per paura degli effetti indesiderati.”
Carla Perria, medico di sanità pubblica della Laziosanità-Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio: ”La corsa al vaccino merita alcune considerazioni che si spera possano arricchire di elementi di valutazione questo panorama di incertezza e confusione.

La prima è che la recente ondata epidemica estiva ha messo in luce un virus poco aggressivo, in grado di trasmettersi abbastanza efficacemente da persona a persona, ma sostanzialmente incapace di causare malattia severa. La seconda è che la tanto temuta seconda ondata di malattia causata da un ceppo mutato e più virulento, che ci si aspetta per il prossimo inverno potrebbe semplicemente tradursi in un consistente aumento di casi ”leggeri”, che guariscono senza particolari cure, e in alcuni inevitabili, ma sporadici, casi gravi per lo più in soggetti con uno stato di salute già compromesso. La terza riguarda la cautela che occorre riservare alla fiducia nei confronti del nuovo vaccino per i seguenti motivi: innanzitutto per il fatto che la maggior parte di evidenze proviene da studi clinici effettuati per lo più su giovani adulti sani e non includono alcune delle principali categorie target dell’intervento, e cioè i bambini, gli adulti affetti da patologie croniche e le donne in gravidanza; ma, soprattutto, per la possibile comparsa di effetti collaterali, diversi da quelli noti come conseguenza della vaccinazione contro il ceppo stagionale, e riconoscibili, specialmente i più rari, solo dopo somministrazione a larghe fasce di popolazione”.

Che ci sia il sospetto, nonostante le rassicurazioni dell’OMS, che questo nuovo vaccino susciti un po’ di diffidenza lo dimostrano alcune indagini condotte in Europa, Cina e Canada, che hanno messo in evidenza come dal 25 al 50% dei soggetti indicati come bersaglio della vaccinazione, compresi gli operatori sanitari, rifiuterebbero il vaccino per paura degli effetti indesiderati.

 

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