H1N1. Aerodromi pronti per la vaccinazione di massa. Con le buone o con le cattive?

 

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H1N1. Aerodromi pronti per la vaccinazione di massa. Con le buone o con le cattive?

 

http://tuttouno.blogspot.com/2009/11/h1n1-aerodromi-pronti-per-la.html

 

Note importanti di Giuditta:
Ho controllato alcune indicazioni del messaggio qui sotto, ho cercato il nome dell’aerodromo e la categoria. L’aerodromo si chiama Le Séquestre (nome profetico!!?) Questo aerodromo è usato come circuito automobilistico (specialmente il week end), come aero-club, ed è usato eccezionalmente dagli aerei turistici o privati, su richiesta. L’aerodromo di Albi, secondo la categoria, OACI : 3C, e l’attrezzatura, potrebbe ospitare aerei da turismo abbastanza grandi, dico potrebbe poiché ho scoperto che dal 2005 l’aerodromo non ha più linee regolari con Parigi e Bordeaux (l’aeroporto di Tolosa è a solo un ora di distanza da Albi). Dunque una parte delle informazioni sono vere. Per il resto (i cartelli, ecc.) sono in attesa di informazioni di amici che abitano ad Albi.

La vaccination dés la rentrée à ALBI et ailleurs de grés ou de force?
traduzione di Giuditta


ECCO IL MESSAGGIO DI UN’AMICA DI ALBI (FRANCIA):

Questo piccolo messaggio è per dirvi che ‘LE CARTE SI STANNO SCOPRENDO!’. Vi piego:

L’alto ieri, faccio un piccolo giro alle 8 di sera, con la mia famigliola, in auto….

Passo vicino il piccolo aerodromo-circuito automobilistico di Albi, e sono molo sorpresa perché vedo degli aeroplani che vanno e vengono.
Sorpresa, è la parola giusta, perché raramente in quel aerodromo puoi vedere un aereo, e a 20:30 è ancora più strano. Aeroplani che atterrano e decollano uno dopo l’altro…questo traffico non so quando è cominciato, e quando sono andata via è continuato.

Attenzione, non sto parlando di un aeroporto, ma di un aerodromo in cui, in piena estate si vedono al massimo due piccoli aerei dia turismo, al massimo… Mi dico ‘Mah! un avvenimento importante ad Albi? un simposio?…’ ci ho pensato un poco, per comprendere cosa stava succedendo, perché ero sicura che fosse una cosa importante, ma poi non ci ho pensato più.

Poi BINGO! ho capito! Ieri sera un piccolo giro nello stesso posto, e là ad un incrocio (non lontano dal circuito) vedo un pannello stradale giallo che indica:

AERODROME-AUTODROME ESPACE COMMERCIAL

SITE DE VACCINATION GRIPPE A

(CENTRO DI VACCINAZIONE INFLUENZA A)

Ancora stupore, tutto è là sotto gli occhi, iniziano ad attuare il loro diabolico piano, anche se non si sente più parlare, in Francia, dell’influenza A…

Vado un po’ più lontano nella direzione indicata dal la freccia, e là un altro pannello che, questa volta, mi porta direttamente all’aerodromo, il quale, per inciso, non è assolutamente idoneo (ad un simile utilizzo).

A casa prima di andare a dormire, ‘si è accesa la lampadina’! Ho capito come tutto si è messo a posto, l’andirivieni incessante degli aerei (carichi del prezioso vaccino, o veleno?), il centro di vaccinazione nell’aerodromo, nonostante che ad Albi ci siano posti più adatti, molto meglio attrezzati…

Sono tornata questa mattina Venerdì, 30 Ottobre, presso il campo d’aviazione; ora in città ci sono cartelli gialli (sui quali per il momento non è scritto niente), ma tutti, indicano la direzione del circuito. Vicino l’aeroporto ci sono due pannelli (vedi foto allegate). Mi sono diretta con l’auto nel strada senza uscita che porta al circuito, e cosa vedo un camion militare, con scritto sul fianco:

CELLULE DÉPARTEMENTALE DE PREVENTION DES CONDUITES A RISQUE

(UNITA’ LOCALE DI PREVENZIONE DEI COMPORTAMENTI A RISCHIO)

Bizzarro, no? Non sono rimasta lì per molto tempo, delle persone mi guardavano in modo non molto gioviale…

TUTTO E’ LA’, TUTTO E’ PRONTO, COME PREVISTO…

Perché questa vaccinazione così lontano dalla città?

Questo aerodromo può essere circondato dalla polizia; gli autobus per il trasporto scolastico possono portarvici direttamente i nostri figli, invece di portarli a scuola. Niente e nessuno ci garantisce che il nostro desiderio di non vaccinarli sia rispettato.

Noi parenti potremmo organizzarci e accompagnarli a turno a scuola per essere sicuri che non siano vaccinati senza il nostro permesso? Fare una petizione e domandare al sindaco che i nostri figli non siano vaccinati senza il nostro consenso, e poi darlo alle scuole?

Ma con delle regole che vanno oltre tutta la nostra comprensione possibile, ho paura che la gente che non sarà d’accordo non avrà diritto a pronunciarsi, poiché noi siamo sull’orlo della legge marziale.



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Effetti collaterali medici e popolazioni si ribellano

Italia: sei medici su dieci non hanno alcuna intenzione di fare il vaccino. Lo ha rivelato un sondaggio della Federazione dei Medici di medicina generale. E sono in buona compagnia: in Francia, Gran Bretagna, Canada e Israele sale il numero dei no. Anche New York si sta ribellando alla vaccinazione obbligatoria, mentre in Spagna è partita una mobilitazione sottoscritta da oltre 30 blog sanitari.

 

La repubblica.it vaccino no grazie

 

 

Intervista a Rauni Kilde, ex ufficiale nazionale sanitario per la Finlandia.- Lei pensa che questi virus siano stati specificatamente selezionati da testare su di noi per operare mutazioni della specie …

 

Video intervista

 

La finlandia rifiuta il vaccino

 

La sicurezza del vaccino è messa in dubbio da parte dei genitori. Migliaia di altri alunni si sono ammalati degli effetti collaterali del vaccino.

 

Boy rushed to hospital after swine flu

 

Big Pharma è infastidita dalla corretta informazione sul vaccino che sta circolando in rete, a tal punto che qualcuno sta teorizzando la possibilità di bloccare la rete ‘in caso di pandemia”.

 

Vaccino AH1N1 Progetto occulto

 

 

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AIDS: HIV IL VIRUS INVENTATO

 

Link Fonte: www.ilvirusinventato.it  Link Fonte: www.dissensomedico.it

Sintesi della situazione attuale (teorie dell’AIDS) per coloro che non ne fossero già a conoscenza:

La teoria dell’AIDS divide il mondo scientifico: vi è una stragrande maggioranza di medici spe******ti, scienziati e i cercatori che ritiene che il virus HIV ne sia la causa e perciò ogni sforzo viene fatto per combatterlo. Vi è dall’altra parte della barricata una minoranza (sparuta ma molto agguerrita) di scienziati che ritiene la teoria virale assolutamente errata. Tra i ‘dissidenti’ vi sono due ‘correnti’ principali, coloro (Peter Duesberg ed altri) che considerano il virus HIV un innocuo passeggero e che individuano tra cause dell’AIDS l’uso prolungato di droghe lecite ed illecite, oltre agli stessi farmaci ”antiretrovirali” e coloro (Eleni Eleopulos Papadopulos ed altri) che concludono che il virus HIV in realtà non sia mai stato isolato, che i test siano invalidi, e che le cause vadano ricercate in condizioni che portano ad un marcato stress ossidativo (comprese particolari abitudini sessuali, droghe e farmaci ”antiretrovirali”). Ambedue i gruppi ritengono la definizione di AIDS irrazionale ed artificiosa (ovvero è la realtà che in questo caso deve adattarsi alla teoria e non viceversa come sarebbe logico). Qui basti dire che vi sono più definizioni esistenti contemporaneamente per la sindrome e più criteri di diagnosi di sieropositività, in Italia, in Europa e nel Mondo.

Il nome di questo sito è un omaggio al Dott. PETER DUESBERG, direttore del laboratorio di Biologia Molecolare dell’Università di Berkeley in California, pioniere e principale protagonista della lotta alle falsa teoria virale dell’AIDS. Suo il principale libro scritto dai dissidenti: ‘Inventing the AIDS virus’ edito in italiano da Baldini e Castoldi col titolo ‘AIDS – Il Virus Inventato’. La storia di Peter Duesberg, ‘probabilmente lo scienziato vivente più diffamato in assoluto’ (Il direttore del periodico medico The Lancet) è stata presentata da Massimiliano Bucchi nella sua relazione ‘Eresia e censura nella scienza: il caso AIDS’ al convegno Scienza e Democrazia tenuto a Napoli il 20 Aprile 2001.

 

La truffa AIDS/HIV: le cose che non vi hanno mai detto.

Questo sito nasce a seguito di una ricerca sull’AIDS, avviata per approfondire la conoscenza di un argomento che riguarda tutti, dopo aver sentito alcune storie di persone ‘sieropositive’ in piena salute che hanno cominciato a star male nel momento in cui è iniziata la cura con i farmaci antiretrovirali. Si poteva pensare a semplice coincidenza oppure ipotizzare una qualche relazione tra i due eventi: la logica e un po’ di sano scetticismo ci hanno spinto verso l’indagine. Abbiamo quindi condotto una ricerca approfondita sull’argomento, e siamo arrivati dove non potevamo immaginare: ciò che credevamo vero da sempre, dal 1984, si è rivelato incoerente ridicolo e criminale; altre posizioni sono affiorate, un mondo di scienziati, medici, giornalisti e politici impegnati in una battaglia contro l’establishment per combattere un mostro che ha arricchito alcuni, ucciso molti, condizionato o terrorizzato tutti.Il quadro che si è delineato nel corso della nostra ricerca è estremamente complesso, gli aspetti clinici e sanitari del problema sono profondamente collegati a quelli sociali economici e politici. Non ci proponiamo quindi, in questo spazio, di fornire un’analisi completa ed esaustiva del fenomeno, ma piuttosto di indicare al lettore una prospettiva diversa, abbozzando gli aspetti principali della storia e fornendo indicazioni per reperire tutte le informazioni necessarie per validare e completare personalmente il quadro.

Premessa

Quando parliamo di AIDS usiamo due concetti basilari: ‘malato asintomatico’ e ‘sieropositivo’. Sono intimamente collegati. Un malato asintomatico è una persona in cui non c’è nessuna evidenza, nessun sintomo, nessun segno della malattia: insomma uno che non è malato se non sulla base di un foglio di carta dove c’è scritto positivo. E anche la sieropositività è basata soltanto sulla stessa parola scritta sullo stesso foglio di carta. E quella parola è solo il risultato di un test. I medici sono stati espropriati della possibilità di fare una diagnosi, non c’è più confronto, non c’è più la possibilità che uno dica si e un altro no. La diagnosi la fa esclusivamente il sistema sanitario/farmaceutico che brevetta, approva e produce i test. E’ evidente che il concetto di malato asintomatico sieropositivo è contraddittorio e che tutto l’insieme è estremamente pericoloso: il test decide, al di là di ogni evidenza, se una persona è sana o malata.

Il Malato di AIDS

Un soggetto vien
e classificato malato conclamato di AIDS quando si verificano due condizioni:

  • presenta i sintomi di almeno una delle 29 patologie considerate possibili conseguenze, come Polmonite, Tubercolosi, Linfoma, Diarrea, Herpes Simplex, Sarcoma di Kaposi, Candidiasi, etc..
  • è positivo al test HIV (Human Immunodeficiency Virus).

Se il soggetto è positivo al test ma sta bene viene considerato malato asintomatico. L’eventuale successiva comparsa dei sintomi di cui sopra cambierà la sua classificazione in malato conclamato. Se il soggetto presenta i sintomi di una delle patologie in elenco ma non è positivo al test non è malato di AIDS. L’eventuale successiva risposta positiva al test cambierà la sua classificazione in malato conclamato. Pertanto un malato di polmonite o tubercolosi negativo al test è solo malato di polmonite o tubercolosi. Mentre un malato di polmonite o tubercolosi positivo al test è malato di AIDS. E’ subito evidente che il test HIV ha un ruolo centrale nella diagnosi di AIDS.

Due posizioni a confronto

1. La posizione ufficiale:

  • il virus HIV è la causa dell’AIDS, che è quindi una patologia infettiva.
  • un test individua la presenza degli anticorpi e quindi del virus.
  • il virus può avere un periodo di latenza fino a decine di anni.
  • i sieropositivi (positivi-al-test) si ammaleranno e moriranno
  • i farmaci antiretrovirali (AZT in testa) combattono la diffusione del virus e allungano la vita.
  • alcuni sieropositivi non hanno sintomi perchè il virus è latente
  • anche i sieropositivi asintomatici devono prendere i farmaci quanto prima.

2. La posizione dei dissidenti:

  • il virus HIV non è stato mai isolato, probabilmente neanche esiste, l’AIDS non è causato da un virus e non è quindi una patologia infettiva.
  • l’AIDS è causato da un complesso di fattori (droghe pesanti, superesposizione ad agenti patogeni, farmaci) fortementi presenti in certi stili di vita, che alla lunga distruggono il sistema immunitario.
  • i test HIV non sono specifici e non è chiaro che cosa individuino.
  • la risposta positiva al test non è indice di niente e non giustifica alcuna terapia.
  • i farmaci antiretrovirali sono inutili in quanto non c’è nessun virus da combattere, e soprattutto letali perchè possono portare alla morte in pochi mesi distruggendo in particolare il sistema immunitario.
  • i malati di AIDS devono sospendere l’esposizione ai fattori patogeni, curarsi per le patologie specifiche di cui soffrono, seguire nel contempo terapie di sostegno per consentire al loro sistema immunitario il recupero.
  • i farmaci antiretrovirali hanno trasformato in malati di AIDS individui altrimenti sani che hanno avuto la sfortuna di risultare positivi-al-test.

In altre parole i dissidenti accusano l’establishment sanitario di adottare terapie che:

  • non curano i malati ‘veri’ di AIDS ma anzi ne affrettano o ne causano la morte.
  • portano alla malattia e/o alla morte per AIDS malati ‘inventati’, soggetti sani risultati positivi-al-test.

Il paradigma dell’ortodossia è: HIV = AIDS = MORTE

Il paradigma della dissidenza è: TEST Positivo = CURA = MALATTIA e/o MORTE

Ora questo fenomeno ha interessato ad oggi circa duemilioniottocentomila persone in tutto il mondo (fonte: WER – Weekly Epidemiological Record – OMS – bollettino n. 49 del 7 Dicembre 2001 – Totale malati registrati in tutto il mondo dall’inizio ad oggi: 2.784.317); se è vero quanto sopra allora stiamo forse parlando di uno dei più atroci crimine contro l’umanità dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Ma non contro l’umanità in genere: quasi esclusivamente contro omosessuali, tossicodipendenti e neri. Un virus altamente selettivo, come nessun altro prima, tanto da potervi vedere uno strumento di pulizia etnica al servizio dell’uomo bianco e puritano.

 Ricerche avanzate sull’HIV.

In Australia un gruppo di ricercatori del Royal Perth Hospital, definito ‘The Perth Group‘, ha concentrato le proprie ricerche sull’isolamento dell’HIV e sulla validità dei test ELISA (test di primo livello, il più utilizzato), Western Blot (secondo livello, considerato più attendibile) e Viral Load (l’ultimo apparso); hanno concluso le loro ricerche affermando che nessuno dei lavori pubblicati dimostra che l’HIV sia stato isolato e che i tre test non provano affatto la presenza del virus HIV nei campioni di sangue sottoposti a test.

 La voce di un Nobel.

Il Dottor Kary Mullis ha ricevuto il premio Nobel nel 1993 per aver inventato un procedimento, la PCR (Polymerase Chain Reaction), che permette di identificare un segmento di codice genetico (una specifica sequenza di nucleotidi) eventualmente presente in un campione ed amplificarne la concentrazione per facilitare all’osservatore la sua individuazione. Per poter completare una sua relazione ha cercato inutilmente documenti scientifici che contenessero la prova che il virus HIV sia la causa dell’AIDS. Da allora non si stanca di ripetere, senza essere mai stato smentito, che non esiste un solo documento scientifico che contenga tale prova. La scienza ha le sue regole, e nessuno può sostenere di aver scoperto qualcosa se non rende disponibile una documentazione completa ed esauriente che consenta ad altri di confermare o confutare la sua scoperta. È paradossale e preoccupante che un migliaio di scienziati sparsi per il mondo stiano lottando per dimostrare che l’ipotesi HIV=AIDS sia falsa, quando nessuno ha ancora dimostrato che è vera. D’altronde se qualcuno avesse isolato il virus HIV ed avesse provato il rapporto causale tra l’HIV e l’AIDS avrebbe con ogni probabilità ricevuto per tale scoperta il Nobel per la medicina. Non ci risulta che tale Nobel sia stato ad oggi assegnato.

 L’AIDS e la legge.

La corte di Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna ad 8 mesi, con sospensione della pena, in un procedimento per Genocidio (Legge § 220a StGB) contro le Autorità Sanitarie Federali Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca. Le autorità sanitarie erano accusate di aver diffuso informazioni e foto false relative all’isolamento del virus HIV; il Parlamento Tedesco era accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus HIV non è mai stato isolato, e che conseguentemente nessun test poteva essere approvato ed utilizzato per definire infette persone che, sane prima del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci antiretrovirali. La tesi dell’accusa, e cioè che ne Montagnier (1983) ne Gallo (1984) avevano isolato alcun virus in connessione con l’AIDS e che il Bundestag era dal 1994 a conoscenza di tale fatto, è stata provata sulla base di un documento registrato negli archivi del German Bundestag stesso col numero DS 12/8591.Dopo la sentenza i ricorrenti hanno indirizzato una lettera nella quale descrivono le motivazioni e le conclusioni del procedimento legale a:

  • ONU, Office of the High Commissioner for Human Rights, Mary Robinson
  • Tutti i capi di Stato e tutti i capi di Governo
  • Tutte le Organizzazioni Governative  

Sudafrica.

L’attuale Presidente Sudafricano Thabo Mbeki, subentrato a Nelson Mandela il 16 Giugno 1999, sta combattendo da ormai due anni una battaglia, contro il potere politico/economico dell’ortodossia sanitaria occidentale, sul tema dell’AIDS: ha voluto una commissione presidenziale mista ortodossi e dissidenti appositamente istituita col compito di affrontare gli aspetti più controversi dell’AIDS, come la non specificità del test o la tossicità dei farmaci antiretrovirali. Il 3 Aprile 2000 il Presidente Mbeki ha indirizzato una lettera a tutti i Leaders del Mondo per spiegare la posizione del Governo Sudafricano sull’epidemia sub-sahariana di AIDS. In sostanza ha ringraziato per la disponibilità del mondo occidentale, ha sottolineato come l’AIDS in Africa sia un fenomeno specifico e profondamente diverso da quello occidentale, ha affermato che sarebbe a
ssurdo e illogico imporre l’esperienza occidentale alla realtà africana, e che quindi il problema deve essere affrontato e risolto dall’Africa in modo autonomo. Nel frattempo i farmaci antiretrovirali non sono compresi nelle terapie per l’AIDS utilizzate dal sistema sanitario sudafricano, ne da quelli di diversi altri paesi a sud del Sahara che appoggiano l’iniziativa del Presidente Mbeki, nonostante la recente e reclamizzata vittoria giudiziaria contro Big Pharma. Questa scelta ha scatenato una campagnia diffamatoria internazionale contro il Presidente Mbeki, veicolata ai massimi livelli in Gran Bretagna con accuse infamanti tramite:

  • The Observer: ‘Mbeki lascia morire nel dolore i bambini malati di AIDS’
  • The Times: ‘Mbeki soffre di un complesso di persecuzione’
  • The Telegraph: ‘L’Africa dovrebbe essere ricolonizzata’
  • The Sunday Times: ‘Mbeki nemico della gente’
  • International Herald Tribune: ‘ Il Sudafrica rifiuta un prestito di un miliardo di US$ per comprare farmaci antiretrovirali’

La GlaxoSmithKline (già Barrough Wellcome e poi Glaxo Wellcome), produttrice dell’AZT, il più tristemente famoso dei farmaci antiretrovirali, e di tanti altri farmaci dello stesso tipo, leader mondiale nel commercio di farmaci HIV/AIDS è una multinazionale inglese. In questo scenario, che fa del Presidente Mbeki il leader di un nuovo tentativo di indipendenza e rinascita dell’Africa, l’ex Presidente Nelson Mandela si è apertamente schierato con le tesi dei poteri forti occidentali, sostenendo la teoria virale dell’AIDS e la necessità di utilizzare i farmaci antiretrovirali.  

L’Africa.

Il Dott. David Rasnick, membro della Commissione Presidenziale Sudafricana, ha descritto l’epidemia africana di AIDS con le seguenti parole: ‘Se si smettesse di usare il test HIV l’epidemia africana di AIDS scomparirebbe’. Il WHO (World Health Organization) produce un bollettino settimanale chiamato WER (Weekly Epidemiological Record) nel quale vengono riportati i totali cumulativi di tutti i casi di HIV/AIDS registratati in ciascun paese del mondo, totalizzati per paese e continente:

  • Bollettino n. 47 del 26 Novembre 1999 – totale casi HIV/AIDS registrati in Africa dall’inizio dell’epidemia al Nov. 1999: 794.444
  • Bollettino n. 47 del 24 Novembre 2000 – totale casi HIV/AIDS registrati in Africa dall’inizio dell’epidemia al Nov. 2000: 876.009
  • Bollettino n. 49 del 07 Dicembre 2001 – totale casi HIV/AIDS registrati in Africa dall’inizio dell’epidemia al Dic. 2001: 1.093.522

Come si vede i casi registrati in Africa negli ultimi due anni sono 299.078. Davvero poca cosa se si pensa che in Africa vivono 760 milioni di persone e ne muoiono più di 10 milioni all’anno, di cui un milione per malaria. Purtroppo il WHO preferisce dare evidenza alle stime invece che ai dati ricevuti dai paesi interessati, ed ecco allora comparire 30/40 milioni di malati ed avviare una crociata contro questo flagello biblico. L’epidemia vera è quella di menzogne. In Africa esistono da sempre patologie tipiche della povertà e molto diffuse: aggiungiamo il test che risulta tendenzialmente positivo in presenza di una qualche patologia (vedere la lista dei fattori che possono causare una risposta positiva al test HIV) e il gioco è fatto. Chi prima moriva di tubercolosi o diarrea oggi muore di AIDS. Nessun problema, l’uomo bianco dispone della medicina giusta. Ma è troppo costosa, i paesi africani non possono permettersela. Nessun problema, l’uomo bianco ha anche la banca mondiale e può concedere prestiti molto vantaggiosi per acquistare le miracolose medicine occidentali.

La CIA.

Il 1 Maggio 2000 la Casa-Bianca ha dichiarato l’AIDS una minaccia per la sicurezza nazionale, e ha dato con ciò mandato alla CIA per gestire ufficialmente la faccenda. Viene spontaneo pensare che la minaccia sia rappresentata dalla diffusione dell’epidemia negli USA, ma non è cosi: i dati del CDC (Center for Disease Control) mostrano che i casi di AIDS negli ultimi anni sono calati notevolmente, e sono circa il 30% rispetto al picco degli anni 92/93. Il problema non è quindi la crescita del fenomeno, ma, per quanto paradossale e grottesco possa apparire, l’esatto contrario, la sua eventuale scomparsa. Sono ormai così imponenti gli interessi economici politici e burocratici legati al virus HIV che la sua morte prematura potrebbe sconvolgere parecchi equilibri:

  • 100.000 ricercatori e medici, in buona parte americani, hanno carriere e stipendi legati al virus.
  • 93 miliardi di US$ (oltre 200.000 miliardi di lire) sono stati stanziati fino ad oggi nei soli Stati Uniti per le ricerche sull’AIDS.
  • più di 1000 associazioni raccolgono in totale migliaia di miliardi di lire all’anno per aiutare i malati di AIDS.
  • alcune decine di migliaia di miliardi di lire all’anno impinguano i bilanci delle multinazionali del farmaco con la vendita dei farmaci ‘salvavita’ antiretrovirali e dei test HIV (ELISA, Western Blot, Viral Load)
  • organismi come USAID (U.S. Agency International Development) UNAIDS (United Nations AIDS program), WHO (World Health Organization), ricevono stanziamenti annuali di migliaia di miliardi di lire per combattere l’AIDS. L’ONU ha appena chiesto uno stanziamento di 20.000 miliardi di lire per affrontare l’emergenza.

C’è da credere che tale virus sarà tenuto in vita artificialmente per parecchio tempo. C’è anche da credere che la successione temporale tra la lettera del Presidente Mbeki e l’annuncio della Casa Bianca non sia pienamente casuale. D’altronde lo stesso Mbeki ha apertamente accusato la CIA e le multinazionali del farmaco di aver orchestrato la campagna di discredito nei suoi confronti. Tutto ciò non deve stupire. Il dissenso ha ripetuto le proprie critiche per 16 anni senza che l’establishment scientifico e gli interessi che esso rappresenta, e da cui è sostenuto, si sentissero minimamente minacciati, visto il loro enorme potere e la conseguente capacità di emarginare e imbavagliare i settori della scienza non graditi. Ma ora il Presidente Mbeki con la sua Commissione mista sull’AIDS ha dato voce alla dissidenza, e la recente relazione (Presidential AIDS Advisory Panel Report), pubblicata nel mese di Marzo 2001, prevede 10 progetti di ricerca che potrebbero seppellire la teoria ufficiale sull’ipotesi virale dell’AIDS. Forse si capisce come mai, in questi ultimi mesi, il tam-tam mediatico sui 30 milioni di malati africani ha suonato senza tregua al massimo del volume. 

Terapie antiretrovirali.

Il DHHS (U.S.A. Department of Health and Human Services) ha dal 5 Febbraio 2001 modificato le direttive sanitarie relative all’utilizzo dei farmaci antiretrovirali (Guidelines for the Use of Antiretroviral Agents in HIV-Infected Adults and Adolescents), affermando che forse non è il caso di utilizzarli su pazienti asintomatici non essendo chiaro se i ‘vantaggi’ bilanciano gli effetti tossici. Ha con ciò abbandonato una filosofia terapeutica in auge dal 1987, anno in cui la FDA (Food and Drug Administration) ha approvato l’utilizzo dell’AZT, filosofia riassunta nelle parole ‘hit hard and hit early’ (colpisci duro e colpisci presto) sulla base della quale persone positive-al-test assolutamente sane, sono state messe in cura con terapie a base di farmaci allungavita: spesso la morte è sopravvenuta nel giro di pochi mesi. I nuovi indirizzi prevedono che la terapia venga prescritta al presentarsi di qualche segno della malattia e non per la sola condizione di sieropositività. Con ciò si ammette che il sieropositivo non è più un malato e non corre alcun rischio. Si deve considerare che il primo test HIV è stato introdotto nel 1984 ed in quell’anno sono comparsi i primi sieropositivi destinati ad ammalarsi, si diceva allora, entro 1-2 anni. Col passare degli anni, e dell’invecchiamento in salute di sieropositivi che hanno scelto di non assumere farmaci antiretrovirali e la cui vita si è ‘allungata spontaneamente’, il periodo di latenza si è dovuto estendere inesorabilmente ed è adesso stimato in decine di anni. Col periodo di latenza lungo ormai quanto una vita le direttive sanitarie che prevedevano la terapia da subito erano diventate ingiustificabili. E non è quindi più sostenibile che i pazienti di una volta ‘sarebbero’ morti senza terapia. Prima o poi qualcuno dovrà rispondere ad alcune domande: spiegare come mai i positivi-al-test asintomatici fino a ieri sono stati terrorizzati, e come mai quelli che sotto terrore hanno accettato la cura sono per lo più morti, mentre quelli che hanno resistito e non sono stati curati sono vivi e non si sono ammalati di AIDS. Esemplare è la storia di Christine Maggiore positiva-al-test asintomatica dal 1992 quando i risultati di un test le cambiarono, giovanissima, la vita. Superato il trauma della sentenza ‘da 5 a 7 anni di vita, trattamento con AZT da subito’, ha iniziato la sua personale via crucis tra un medico e l’altro, finchè dopo circa un anno l’incontro con la dissidenza l’ha condotta fuori dall’incubo. Da quel momento, sfuggita al sistema sanitario, ha dedicato la sua vita alla causa: con altri positivi-al-test come lei ha fondato un’associazione ‘Alive and Well’ (vivi e vegeti) che ha lo scopo di fornire informazioni a quelli che devono, come lei ha fatto, fare una scelta. Ha realizzato un sito, ha scritto un libro, ha incontrato un uomo che ama, hanno avuto un bambino che ora ha 5 anni. È sempre positiva-al-test. La sua vita valeva per Big Pharma alcune decine di migliaia di dollari.

 AZT and friends (Medicines from Hell).

L’AZT (Azidotimidina, Zidovudina, Retrovir) fu messo a punto nel 1964 da un ricercatore della Cancer Foundation di Detroit, Jerome Horwitz . E’ una forma alterata della Timina, uno dei quattro nucleotidi che costituiscono i filamenti del nostro DNA. A differenza della Timina ha un solo legame per cui sostituendosi al nucleotide originale impedisce l’aggiunta di ulteriori nucleotidi al filamento in formazione interrompendo il processo di duplicazione del DNA. Quindi l’AZT, impedendo alla cellula di copiare il proprio DNA ne blocca il processo di duplicazione, e impedisce così la formazione di nuove cellule. L’AZT non fa differenza tra cellule sane, cancerose o virus. Per cui se da una parte può arrestare la duplicazione di quelle malate o dei virus, dall’altra blocca tutti i processi vitali devastando l’organismo. La sostanza si rivelò talmente tossica (letale) che Horwitz neanchè ne chiese il brevetto, e archiviò la documentazione. L’AZT usci dalla polvere nel 1986 e fu approvato dalla FDA nel 1987, dopo una sperimentazione truffa (Vedi Poison by Prescription: The AZT Story – John Lauritsen). Tra le conseguenza della somministrazione di AZT ci sono: distruzione del sistema immunitario, distruzione del midollo osseo, distruzione de
i tessuti e della flora batterica intestinale, atrofia dei muscoli, danni al fegato al pancreas alla pelle al sistema nervoso, linfoma. Della categoria degli pseudo nucleotidi fanno parte oltre all’AZT i successivi 3TC (Epivir), D4T (Zerit), ddC (Hivid), ddI (Videx) e ABC (Ziagen): il loro funzionamento è analogo, così come le conseguenze. A partire dal 1996 all’utilizzo di un singolo farmaco si è sostituito un ‘cocktail’ di farmaci (HAART – Highly Active Antiretroviral Therapy) unendo agli pseudo nucleotidi gli inibitori della proteasi, un enzima necessario alla separazione di segmenti proteici. In tal modo, ancora una volta si impediscono delle attività biologiche necessarie sia alla formazione di nuove copie dei virus che al corretto funzionamento delle nostre cellule, con effetti tossici devastanti. Fanno parte di questa categoria: Invirase, Fortovase, Agenerase, Kaletra. Se l’HIV-AIDS fosse una sentenza inappellabile di morte da virus, come la teoria ufficiale sostiene, l’utilizzo delle sostanze antiretrovirali, le cui caratteristiche tossiche sono evidenti e riconosciute, potrebbe apparire come un male necessario. Ma se come, sostengono i dissidenti, non è un virus la causa dell’AIDS, allora la somministrazione di sostanze antiretrovirali è un atto criminale, genocidio, perpetrato secondo le seguenti modalità: 

  • Positivi-al-test asintomatici morti: sono stati uccisi dal sistema sanitario con devastazioni e sofferenze indicibili.
  • Positivi-al-test asintomatici vivi: sono sottoposti dal sistema sanitario a danni e sofferenze ingiustificabili e rischiano di morire.
  • Positivi-al-test conclamati morti: alcuni sarebbero morti comunque ma senza una dose aggiuntiva di devastazioni e sofferenze; altri con le cure opportune avrebbero potuto guarire e sono quindi anch’essi vittime del sistema sanitario.
  • Positivi-al-test conclamati vivi: non sono curati opportunamente, sono sottoposti dal sistema sanitario a danni e sofferenze ingiustificabili e rischiano di morire.

Secondo Lauritsen, che ha condotto le analisi più approfondite sull’argomento, circa la metà delle persone trattate con le sostanze antiretrovirali appartengono al gruppo dei positivi-al-test perfettamente sani prima della ‘cura’. Al momento ci sono alcune centinaia di migliaia di persone al mondo a cui vengono somministrate sostanze antiretrovirali. Fortunatamente i dosaggi delle sostanze antiretrovirali sono stati alleggeriti nel corso degli anni, e la somministrazione che era continuativa nei primi anni è oggi a cicli: questo ha ridotto fortemente la mortalità dei soggetti trattati allontanandola da una percentuale che è stata prossima al 100% per parecchi anni. 

lI piccolo testimonial africano.

I telegiornali RAI del 1 Giugno 2001 hanno mandato un servizio per ricordare la morte di Nkosi Johnson, il bambino nero di 12 anni, dal corpo ischeletrito e straziato, che durante la conferenza sull’AIDS tenuta a Durban nel 2000 ha commosso la platea ed il mondo con le sue poche parole appena percettibili. Il cuore non può rimanere insensibile a quell’immagine. Lo sapevano bene gli organizzatori quando con lucido cinismo hanno deciso di utilizzarlo come testimonial e prova toccante della tragedia che vogliono imporre all’Africa e al mondo. È nato sieropositivo, ha detto il giornalista RAI, ma è stato fortunato perché all’età di 2 anni è stato adottato da una famiglia bianca ed ha potuto essere curato. Si, ha potuto prendere l’AZT prima ed il cocktail poi, ed il suo piccolo corpo martoriato ne mostrava con terribile evidenza gli effetti devastanti. Questo il giornalista RAI non l’ha detto, ne i telespettatori hanno potuto supporlo, e dieci milioni di persone sono rimaste convinte che quello strazio sia la conseguenza del terribile virus dell’AIDS. La storia è comparsa anche su ‘la Repubblica’ del 2 Giugno. Nkosi ha preso 15 pillole al giorno per 9 anni, c’era scritto, (e cioè 49.275 pillole, più o meno il suo peso corporeo, circa 100.000 dollari) ma neanche una parola sulla possibilità che tutto quel veleno sia responsabile di quell’immagine di morte, scolpita sul suo corpo come un virus non avrebbe mai potuto fare. Tali sospetti, ancorchè concepiti, non potrebbero d’altronde essere espressi da parte di giornali che tramite l’inserto salute raccolgono miliardi con la pubblicità delle case farmaceutiche.

 

Il virus che non è un virus.

Il virus HIV a voler esser precisi non è un virus ma un retrovirus. La differenza è che i virus contengono DNA mentre i retrovirus contengono RNA: questo è un codice di servizio utilizzato dai processi cellulari per trasferire informazioni dal nucleo, dove risiede il DNA, ai ribosomi, dove si assemblano proteine.

I retrovirus sono andati di moda negli anni 70/80 e ne sono stati individuati ed isolati circa 200, tutti assolutamente innocui. Tutti meno quello HIV che oltre ad essere assolutamente terribile è anche l’unico mai isolato. Successive ricerche hanno confutato l’esistenza stessa dei retrovirus: le strutture biochimiche ed i processi enzimatici che avevano giustificato tale ‘scoperta’ sono risultati appartenere alla cellula e non al presunto ospite. Ma dimentichiamo per un pò la nostra precisazione.

Si sa che i virus vengono combattuti dal sistema immunitario. Si sa che sono gli anticorpi ad identificare ed eliminare il virus, e si sa che solo gli anticorpi che hanno già ottenuto dei successi sul virus cominciano a duplicarsi incessantemente per costituire truppe specializzate sufficientemente numerose per affrontare ed eliminare il nemico. Si sa quindi che la presenza di anticorpi attesta la vittoria del sistema immunitario ed il superamento della malattia. Questo è vero sempre, meno che per l’HIV.

Si sa che all’infezione segue l’incubazione, du
rante la quale il virus si moltiplica rapidamente, fin quando la sua concentrazione porta al manifestarsi della malattia e all’attivazione del sistema immunitario: la prima battaglia è quella più difficile perché il nemico si presenta in forze avendo potuto, ancora sconosciuto, moltiplicarsi indisturbato. Dopo la prima sconfitta il virus può rimanere latente, guardato a vista, ed eventuali successivi scontri si risolvono rapidamente a favore del sistema immunitario: se c’è una battaglia che il virus può vincere questa è la prima, come l’esperienza insegna. Questo è vero sempre, meno che per l’HIV: in questo caso il virus viene sconfitto immediatamente dal sistema immunitario senza neanche mostrare segni della propria presenza, diventa latente per un tempo che può essere biblico, e si risveglia poi con conseguenze nefaste senza che il sistema immunitario possa opporre la benchè minima resistenza. Per spiegare questa sua particolare attitudine è stato definito un ‘lentivirus’.

Lo si è anche definito ‘elusivo’ e ‘mutante’ per spiegare la sua capacità di non farsi individuare dagli scienziati o eliminare dagli pseudo nucleotidi (AZT). Poi vista questa sua supposta capacità si è potuto suggerire di utilizzare l’azione combinata di più farmaci (il cocktail HAART) con vantaggi evidenti per le case farmaceutiche che invece di farsi concorrenza possono spartirsi una torta ancora più grande.

Si sa che l’evoluzione ha impiegato un miliardo di anni per far assumere agli organismi unicellulari la nostra meravigliosa complessità. E va da se che per un miliardo di anni il sistema immunitario si è sviluppato vincendo tutte assolutamente tutte le sue battaglie contro i virus, altrimenti non saremmo qui a parlarne. E non ha usato l’AZT. Poi è arrivato l’HIV e quello che è stato vero per un miliardo di anni improvvisamente non lo è più.

Il vaccino è una forma indebolita del virus di cui mantiene le sembianze ma non l’intraprendenza: è insomma una specie di identikit che si fornisce al sistema immunitario per consentirgli di selezionare e allertare i suoi anticorpi migliori, quelli capaci di combattere con successo quel virus. Se mai il virus si presenta il sistema immunitario è già pronto e può agire rapidamente evitando l’insorgere della malattia. Il male viene combattuto comunque dagli anticorpi, non dal vaccino che serve solo per predisporre gli anticorpi giusti. Secondo la tesi ufficiale, tutti i soggetti infettati dall’HIV sviluppano spontaneamente gli anticorpi entro 2-4 settimane dall’infezione, tant’è che il test rileva proprio la presenza di tali anticorpi. A cosa potrà mai servire un vaccino per l’HIV è uno dei più grandi misteri della storia dell’umanità. Se poi consideriamo che questo virus è mutante il mistero si infittisce: quale identikit verrà fornito al sistema immunitario? Se poi ci ricordiamo che il virus HIV non è mai stato isolato allora possiamo solo pensare al miracolo: l’identikit di una entità che nessuno ha mai visto.

Tutte queste assurdità sono i sintomi evidenti di una grave malattia conclamata che ha colpito il sistema sanitario internazionale e l’ambiente scientifico collegato, un’infezione maligna che ha attaccato il rigore scientifico, l’onestà intellettuale, la correttezza professionale, e che ha lasciato spazio solo al potere e al guadagno, rivolgendo il sistema sanitario contro la sua stessa ragione di essere: curare i malati. Ma se il male si è potuto diffondere a tal punto è perché le nostre democrazie non hanno gli anticorpi giusti, il potere del sistema farmaceutico-sanitario non è controbilanciato da poteri altrettanto forti schierati dalla parte dei cittadini: i ministeri della sanità dei paesi occidentali nei 17 anni trascorsi hanno dato prova di essere pienamente asserviti agli interessi del sistema farmaceutico-sanitario internazionale, testimoniando così il livello di collusione ormai stabilitosi. Che fare? Cominciamo col diffondere informazione. E aiutiamo il Presidente Mbeki a difendere l’intelletto, la cultura, la sessualità, la sanità ed il buon senso da interessi criminali collocati un po’ ovunque ma principalmente oltreoceano.

Il problema demografico.

La società americana è multietnica, ma l’etnia doc è una sola, quella bianca e puritana che nel 19° secolo colonizzò con le armi il sud del paese muovendo i primi passi di una crociata-jihad-guerra santa, destinata ad affermare nel mondo la supremazia dello ‘spirito americano’, dei suoi interessi regole e valori. Ma l’americano doc si riproduce poco, nelle grandi città è già minoranza, presto lo sarà nel paese, e già oggi è solo il 2,5% della popolazione mondiale. Popolazione mondiale che cresce invece rapidamente. Cosa accadrà tra 50-100-200 anni? Quanti abitanti avrà la terra per ciascun americano doc? Quanto inquineranno? Quanto forte sarà la pressione alle frontiere? E altre domande che menti esperte avranno sicuramente formulato, perché è lecito supporre che scienziati di ogni genere siano pagati oltreoceano per studiare il problema, individuarne le variabili, definire modelli matematici, sviluppare sistemi di simulazione, prevedere tutti gli scenari possibili, individuare il peggiore, definire gli interventi possibili per evitarlo, scegliere il più adatto, agire. Cosa potranno mai decidere di fare contro il pericolo demografico se non contenere l’aumento demografico. Come? Beh, ci sono solo due modi. Diminuire le nascite e aumentare le morti. E l’AIDS cosa c’entra? Beh, col terrore del contagio sessuale si potrebbe infilare un preservativo a tutti gli africani prima e a tutti gli asiatici poi. Con AZT & friends si potrebbero curare opportunamente tutti i positivi-al-test. Il test potrebbe essere tarato per ciascun paese in modo div……..

Ovviamente stavamo scherzando, questa è fantascienza, il dottor Stranamore è solo il personaggio di un film, abbiamo lasciato libera la fantasia e vedete da voi le conseguenze, quanti brutti pensieri. Dimentichiamo. Ma consentitemi prima un’ultima domanda. É pensabile che tutta questa follia sia tenuta in piedi solo per vendere un pò di farmaci agli africani? Ha senso inventare un’epidemia per vendere farmaci in un continente pieno di epidemie? Se lo scopo era vendere farmaci non si potevano affrontare le epidemie storiche di tubercolosi, polmonite, malaria, diarrea, per cui muoiono 3,5 milioni di africani ogni anno, con lo stesso spirito di crociata mostrato quotidianamente per l’AIDS? Perchè i farmaci tradizionali no e gli antiretrovirali si? Avete una risposta?

L’AIDS in California.

In questo Stato, che
ha una popolazione di circa 31 milioni di abitanti, l’AIDS ha avuto sia una diffusione superiore a quella media dei paesi occidentali, sia una una contrazione più rapida di quella in atto negli stessi. I dati della tabella riportata sotto possono avere due interpretazioni diametralmente opposte a seconda della premessa:

A. Il virus HIV esiste, causa l’AIDS, ed il test è specifico ed affidabile. I dati dicono che:

  • le terapie sono diventate più efficaci con il passare degli anni e hanno ridotto sempre più i casi di morte dovuti alla presenza del virus.
  • la prevenzione e l’efficacia delle terapie hanno ridotto fortemente i casi di nuove infezioni.

B. Il virus HIV non esiste, non è la causa dell’AIDS, il test è fasullo. I dati dicono che:

  • le terapie sono divenute con gli anni meno letali e si è ridotto il numero di morti dovute alla loro somministrazione.
  • la forte presenza di controinformazione sul territorio ha allontanato le persone dal meccanismo di alimentazione del fenomeno: i test HIV.

 

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OBAMA DICHIARA LO STATO DI EMERGENZA SU UNA PANDEMIA INESISTENTE

Link – Notizia Ansa: Obama decreta  l’emergenza nazionale

 

NEW YORK – Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha decretato l’emergenza nazionale per l’influenza A, che negli Usa ha colpito un milione di persone uccidendone un migliaio in 46 dei 50 Stati dell’Unione, in modo da accelerare la distribuzione dei vaccini e se necessario potere avviare operazioni speciali per far fronte a una grossa epidemia. In una dichiarazione diffusa oggi a Washington, la Casa Bianca ha precisato che Obama ha firmato la dichiarazione di emergenza venerdì sera, un fatto che permette di avviare operazioni su vasta scala, se necessario, per arginare l’epidemia o la pandemia, senza rispettare tutte le regole federali in vigore in situazioni normali. La decisione di Obama si verifica mentre si registrano grossi ritardi negli Stati Uniti per rispondere all’epidemia di suina: secondo il Wall Street Journal, che alla notizia dà ampissimo rilievo, meno della metà dei vaccini richiesti dalle autorità Usa sono stati forniti dalle case farmaceutiche. L’indicazione viene confermata implicitamente dal numero uno dei Cdc, il Center for Disease Control and Prevention (che si occupa delle malattie infettive) Thomas Frieden, secondo cui tutto procede troppo lentamente, anche perché non è ancora chiaro come si comporterà esattamente il virus. Frieden ipotizza una infezione ad ondate (quella che sta colpendo adesso gli Usa è la seconda), ma nessuno è in grado di anticipare quante saranno e soprattutto quando si abbatteranno sugli Stati Uniti.

 

Attualmente, solo poco più di 16 milioni di dosi di vaccino sono disponibili negli Usa invece dei circa 30 milioni previsti, una cifra già rivista al ribasso nei giorni scorsi quando era apparso chiaro che l’obiettivo iniziale di 40 milioni era assolutamente irraggiungibile. Uno dei colossi farmaceutici fornitore dei vaccini, la Glaxo, cui ne sono stati ordinati 7,6 milioni di dosi, sta in particolare ancora aspettando il via libera della Food and Drug Administration (Fda), l’ente federale che controlla i nuovi medicinali, ma il decreto Obama dovrebbe decisamente accelerare le cose. La principale delle preoccupazione di Obama è che le ondate in arrivo possano improvvisamente mettere in grosse difficoltà i servizi sanitari. Il paragone che viene fatto alla Casa Bianca é quello delle grandi catastrofi nazionali, quando si mette a punto una piano di difesa e di evacuazione nell’imminenza di un uragano. ‘Identificando rapidamente il virus – scrive Obama -, organizzando misure di sanità pubblica, informando i professionisti della sanità e il pubblico attraverso una vaccinazione efficace, abbiamo preso misure energiche per ridurre l’impatto della pandemia e proteggere la salute dei cittadini. Tenendo conto della progressione continua della pandemia, e per continuare a preparare il paese, stiamo prendendo misure supplementari per agevolare la nostra risposta’.

 

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CONFERENZA A FORLI’ IL 13 sul Vaccino H1N1 E SULLA SUA PERICOLOSITA’

FORLI’ – ‘Il vaccino per l’influenza A/H1N1 è pericoloso perché non è stato sufficientemente sperimentato’. Questo è l’allarme lanciato da Giorgio Gustavo Rosso, fondatore del Gruppo Editoriale Macro. Sul tema ‘Influenza suina: i pericoli della vaccinazione’, organizzata in collaborazione con Federazione Comilva (libertà in materia di vaccinazioni), Ingasati (gruppo di acquisto solidale) e Movimento Impatto Zero Cesena, si terrà un incontro venerdì 23 ottobre.

 

I relatori, al Centro per la Pace (Via Andrelini, Forlì) alle 21, saranno Rosso, il medico omeopata Paolo Mosconi e l’avvocato Luca Ventaloro. Durante questa campagna di informazione sui rischi del vaccino e sull’influenza A, è prevista l’uscita del libro ‘L’influenza suina A/H1N1 e i pericoli della vaccinazione antinfluenzale’ di Roberto Gava. Le informazioni raccolte sono frutto del contatto con i massimi esperti italiani ‘indipendenti dalle case farmaceutiche’.

 

‘Anche l’inventore del vaccino contro la Poliomielite, Albert Bruce Sabin – sottolinea Rosso – conferma come del vaccino influenzale in sé non sia mai stata dimostrata l’efficacia. Inoltre il vaccino per l’influenza A è stato sperimentato per solo un mese: a mio parere servirebbero almeno 6 mesi per dimostrarne l’efficacia e valutarne i rischi. Non è stata effettuata la sperimentazione a doppio cieco, obbligatoria in campo scientifico ma non vaccinale, che prevede il confronto tra un campione consistente di persone trattate con il farmaco ed uno di non trattati’.


Insomma quali sono i rischi nell’assunzione di questo vaccino, definita pericoloso? ‘Non è stato in alcun modo provato che il vaccino sia innocuo – continua Rosso –  è stato sperimentato solo in laboratorio. Questa campagna è solo una enorme operazione di marketing per la quale è stato calcolato un indotto di 50 miliardi di euro’.

 

Lo scopo di questa iniziativa è di dare alla popolazione una informazione a 360 gradi sul virus A/H1N1, definito da Rosso ‘ubiquitario’, cioè che ormai si trova dappertutto . ‘L’intera umanità è entrata in contatto con il virus ed è protetta’ . Inoltre ‘L’influenza A è innocua, molto più mite della comune influenza, solo più contagiosa. Si è denunciata una pandemia. Ma nel Sud del mondo, dove l’inverno va da marzo a settembre, è già passata e non è accaduto nulla’. La popolazione deve scegliere consapevolmente ‘non solo tramite le informazioni trasmesse dai media’.

 

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INGREDIENTI DEl VACCINI PER L’INFLUENZA SUINA 2009

 

Quello che segue e un elenco incompleto (ma ugualmente significativo) degli ingredienti del vaccino, diviso per case produtrici:


GlaxoSmithKline con sede a Londra – Nome del vaccino: Pandemrix

Pandemrix – Foglietto Illustrativo ; Pandemrix – Caratteristiche del prodotto

ADIUVANTE ALLUMINIO: un composto contenente alluminio. Rilascia un antigene (una sostanza attiva che è in grado di generare una risposta immunitaria maggiore dal corpo, e quindi lo fa reagire con i prodo Lii di iale risposta), causando forti reazioni die possono comprornettere ii sisterna immunitario. E’ stato associato alla Sindrome della Guerra del Colfo che ha causato enormi danni permanenti a migliaia di militari. L’alluminio è una causa nota di disfunzione cognitiva.
ASO3: SQUALENE, l’adiuvante di cui la GlaxoSmiihKline detiene i diritti di proprietà. (Più avanti ce la descrizione dello squalene)
DARONRIX: vaccino della Glaxo dell’influenza aviaria H5N1.
FOSFATO DISODICO: una polvere bianca, solubile in acqua salata. F’ usato come additivo anti-agglomerante. Questa sostanza chirnica inorganica e usata anche come fungicida e microbicida.
FORMALDEIDE: una nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduitivo e per lo sviluppo. F’ interessanLe noiare che nel 2007 la California ha utilizzato piti di 30.000 tonnellate di questa sosianza cancerogena come microbicida sulle 50 piü importanti coltivazioni sparse nd suo territorio.
OCTOXYNOL 10: (anche noto come Triton X-100) un detergente, emulsionante, umidificanie e antischiuma. (L’Octoxynol-9 e un spermicida.) Puô alterare l’aitività metabolica, danneggiare le membrane, e causare un rapido declino delle funzioni delle cellule.

POLISORBATO 80: Conosciuto anche come Tween 80. F usato come emulsionante nei cosmetici, ed è uno degli ingredienti del Gardasil, ii vaccino contro ii cancro al collo dellutero che viene imposto o promosso alle adolescenti. Questo ingrediente e noto per provocare infertilità, convulsioni epilettiche, aborti spontanei, e shock anafilattici che possono essere mortali. Finora sono stati segnalati 28 morti a causa del Gardasil.
CLORURO DI SODIO: sale da tavola raffinato. Ii sale naturale è un complesso minerale che equilibra iacqua dentro e fuori le nostre cellule. Al contrario il sale raffinato, cloruro di sodio, viene trattato chimicamente e contiene molte altre sostanze chimiche nascoste che distruggono le proprietà curative del sale naturale. Ii corpo puô ottenere la maggior parte del suo fabbisogno giornaliero da una dieta con alimenti biologici che escluda gli alimenti lavorati.
SQUALENE: un olio naturale ricavato dagli squali (per lo si trova nel fegato). Lo squalene induce infiammazioni croniche mediate dal sistema immunitario, in particolare delle giunture, che I medici chiamano artrite reumatoide. Le conseguenze sulle persone che hanno già una infiammazione prodotta dal sistema irnrnunitario non sono irrilevanti, come pure l’insorgenza di nuovi casi di lupus e stanchezza cronica. Lo squalene viene aggiunto a tutti i nuovi vaccini. F associato alle migliaia di militari che hanno contratto la ‘Sindrome del Golfo” e hanno subIto danni irreparabili del sistema immunitario, compreso lupus, sderosi multipla, fibromialgia e artrite reumatoide.
THIMEROSAL: (MERCURIO) Lo si trova in tutte le dosi multiple di vaccini. Qualsiasi quantità di rnercurio e altamente tossica. Non esiste un ]ivel]o di sicurezza. Questo e stato piü volte associato ai tassi crescenti di autismo, sclerosi multipla, e ADHD.
VITAMINA E: Questa vitamina antiossidante aiuta a proteggere le funzioni dei globuli rossi del sangue, e contribuisce a ossigenare i nostri tessuti. Le fonti migliori sono gli oh vegetali pressati a freddo ottenuti dal germe di grano, semi di girasole e di cartamo da coltivazioni biologiche. La vitarnina E ricavata dal mais o dalla soia ora proviene spesso da fonti geneticamente modificate, e puoi stare certo che i vaccini contengono quella.

 

Baxter International con sede a Chicago – Nome del vaccino: Celvapan

Celvapan – Foglietto illustrativo ; Celvapan – Caratteristiche del prodotto< /SPAN>

NOTA: gli effetti collaterali includono: cefalea, capogiri, vertigini, nasofaringile, brividi, stanchezza, malessere, dolore nella zona di iniezione. Non ci sono indicazioni sulla dose di vaccinazione del CELVAPAN e sulla frequenza della sornrninistrazione per i minori di 18 anni e per le persone che harnto malattie autoimmuni.
Ingredienti del vaccino: delle cellule in coltura sono prese da una specie di scimmie, chiamata Scimmia Verde Africana, attraverso un processo con cellule”Vero” (nome dato a stirpe di cellule inizialmente prelevate dalla scimmia verde), invece del tradizionale sislema basato sulle uova. I tessuli prelevali da quesla specie di scimmie sono stati responsabili della trasmissione di virus, tra cui 1’HIV e la poliornielite. La Baxter ha posto una richiesta di brevetto su un processo che utilizza questo tipo di coltura cellulare per la produzione di quantità di virus infettivi, che vengono poi raccolti, inattivali con formaldeide e luce ultravioletta e detergenti. La Baxter ha prodotto tutti i componenti del vaccino per l’H5N1 (influenza aviaria) in una stirpe di cellule ”Vero” derivate dal rene di una scimmia verde africana. I dellagli della produzione di questo vaccino non sono ancora stati resi accessibili al pubblico.
VACCINO COMPLETO PER L’H5N1, ottenuto da cellule ”Vero”. (Vedi sopra).
TROMETAMOLO: noto anche come Tris o Tham. Un composto organico che pub essere nocivo se inalato. Evitare il contatto con gli occhi, la pelle, e i vestiti. Effetti a lungo termine: nessun data. Informazioni ecologiche: nessun dato.
CLORURO DI SODIO POLISORBATO 80, e acqua per l’iniezione. (di che tipo? con il cloro?)

 

Novartis International AG con sede a Basilea, Svizzera – Nome vaccino: Focetria – Brevettato 18 maggio 2007.
Focetria – Foglietto illustrativo ; Focetria – Caratteristiche del prodotto

NOTA: Cli effetti collaterali sono: mal di testa, sudorazione, dolori articolari, malessere febbre, brividi, e ii dolore nell’area di iniezione.
Ingredienti del vaccino:
VIRUS: lazienda sta utilizzando una linea cellulare proprietaria. (Non si sa se vengono impiegati Lessuti di cane o di scimmia verde. Non sto facendo ironia) Utilizzando questo processo, invece di far crescere i ceppi del virus nelle uova di gallina, ha drasticamente ridotto ii tempo necessario per iniziare la produzione del vaccino nei suoi laboraLori in Germania.
Ii Focetria non deve essere somministralo a pazienti che hanno una reazione anafilattica (reazione grave) a uno del componenti del vaccino, o di qualsiasi sostanza in tracce nel vaccino, come uova, proteine di polio, kanamicina, neomicina (due antibiotici), formaldeide, bromuro di cetiltrimetiIammonio (CTAB, un disinfettante utilizzato per sterilizzare utensili e strumenti) e polisorbato 80. Il foglio del dati sulla sicurezza del CTAB riporta che le sue proprietà chimiche, fisiche e tossicologiche non sono state investigate esaurientemente ma è irritante per le mucose e il tratto respiratorio superiore. F catalogato anche come diserbante e microbicida.
SOUALENE: vedi sopra.
MF59: Un adiuvante proprietarlo a base di olio che contiene Tween 80, Span85, e squalene. L’MF59 ha sostanzialmente una pitI elevata reattività genetica e tossicità sistemica di quella dellallume. Questo adiuvante fa parte di una nuova generazione di potenti booster per i vaccini. I precisi meccanismi d’azione della maggior parte degli adiuvanli sono ancora solo parzialmenle compresi. Sludi sul ratli con adiuvanti a base ollo hanno dimostrato gravi reazioni tra cui paralisi, deformazione degli arti, malattie autoimmuni, gravi forme di artrite e gravi effetti sul sistema immunitario. La FDA al momento non ha ancora approvato il suo utilizzo in qualsiasi vaccino.
SPAN85: brevettato dalla Chiron (acquistata da Novartis). Ii suo nome chimico è Sorbitano Trioleato. Si tratta di un liquido oleoso usato in medicina, nellindustria tessile, nei prodotti cosmetici, nelle vernici come emulsionante, antiruggine e addensante. Alcune fabbriche in Cina si sono specializzate esciusivamenle nella produzione di Tween 80 e Span 85. Questo prodotto chimico è usato come pesticida. Viene anche usato come adiuvante per i vacciril ed è tossico per gli esseri umani per cancerogenicità, neuro tossicità, acuta tossicità, è tossico per lapparato riproduttivo e contrasta lo sviluppo nei bambini e negli adolescenti.

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COME L’OMS HA CAMBIATO LA DEFINIZIONE DI PANDEMIA PER INCREMENTARE LE VACCINAZIONI. URGENTISSIMO LEGGETE IL DOCUMENTO SUL CONSENSO INFORMATO ALLA VACCINAZIONE

 

 

GRAZIE AL BLOG POPOLO CONSAPEVOLE

Link al documento originale

 

Cosa c’è dietro la ‘pandemia’ di influenza A? Perchè non si può parlare di grave minaccia? Lo spiega con parole chiarissime Tom Jefferson della Cochrane Collaboration (l’articolo è comparso su MedConsumers ed è stato ripreso da TorinoMedica).
Negli ultimi 15 anni la mission del medico ed epidemiologo Tom Jefferson, MD, è stata la revisione approfondita di tutti gli studi sui vaccini contro l’influenza stagionale. Il Dr. Jefferson è co-autore, con i colleghi della Cochrane Collaboration (organizzazione internazionale no-profit che raccoglie e analizza criticamente l’efficacia degli interventi sanitari), di oltre 10 revisioni Cochrane volte a rispondere a diversi quesiti come: l’inoculazione di questi vaccini riduce la possibilità di essere colpiti dall’influenza o il rischio di complicanze, di ricoveri e decessi nelle persone anziane, nei bambini, negli adulti sani e negli asmatici? Il Dr. Jefferson attualmente vive a Roma, ha pubblicato molto ed è, probabilmente, il maggiore esperto mondiale sulla qualità delle evidenze scientifiche addotte a sostegno dei vaccini per l’influenza stagionale. Ci avviamo verso l’inverno e i media degli Stati Uniti ci informano di una nuova, inquietante minaccia virale che potrebbe diventare presto una pandemia. Si tratta, naturalmente, dell’influenza suina, conosciuta come virus H1N1 o virus 2009H1N1. Il Dr. Jefferson è intervistato qui di seguito da Maryann Napoli.
MN: Grazie per avermi inviato la lettera del Health Protection Service Australiano del 16 settembre 2009. Mi ha indotta a focalizzare la mia attenzione su quella parte del mondo. L’inverno è quasi finito nel sud del mondo, e però quanto è successo in Australia non sembra essere una pandemia. Ci sono stati 131 morti a causa del virus H1N1 su una popolazione di quasi 22 milioni di persone. È giusto concludere che il virus H1N1 non pare aver causato una pandemia in Australia?

TJ: Sì, si può concludere che il virus H1N1 non è così minaccioso come lo si è voluto dipingere.

MN: E nessun vaccino H1N1 era a disposizione degli Australiani prima dell’arrivo dell’inverno.

TJ: Sì, è vero. Ma la prego di notare che non ho risposto alla seconda parte della sua domanda iniziale: cioè se l’Australia sia andata incontro ad una pandemia. Questo perché, sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la definizione di pandemia è cambiata a far data dal mese di maggio 2009. La versione precedente definiva pandemia come: ‘Una pandemia influenzale si verifica quando un nuovo virus influenzale appare in una popolazione umana che non ha immunità, causando epidemie in tutto il mondo con un numero enorme di morti e malattie [enfasi presente nel documento originale].’ Nel documento sosia che è attualmente presente nel sito web, la definizione di pandemia è cambiata: ‘Una epidemia di una malattia si verifica quando ci sono più casi rispetto al normale di questa malattia. Una pandemia è un’epidemia mondiale di una malattia. Una pandemia influenzale si può verificare quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la popolazione umana non ha alcuna immunità ‘.
MN: La frase ‘un enorme numero di morti e infermi’ non c’è più. E ora abbiamo una soglia più bassa per definire un qualcosa come una pandemia.

TJ: Questa definizione rende la differenza tra influenza stagionale e pandemia influenzale discutibile.
MN: Cosa pensa stia accadendo ?
TJ: Mi chiedo se questo significa che il mondo si troverà sempre ad essere in una condizione di pandemia. Il mondo dovrà sempre essere doppiamente vaccinato e spendere una quantità enorme di denaro per i vaccini e, naturalmente, per i farmaci antivirali. Giornalisti e anche altri hanno contattato l’OMS per avere spiegazioni sul perché del cambiamento di definizione; a tutti è sempre stato detto che sarebbero stati ricontattati da qualcuno, ma questo non accade mai.
MN: Finanziamenti? L’OMS ha finanziato il meeting sull’osteoporosi nel 1993, nel corso del quale la definizione di osteoporosi è stata ampliata. Sa se in questo caso potrebbe essere accaduta la medesima cosa?

TJ: No, non lo so, ma quando si legge il documento dell’OMS sulla pandemic preparedness, che è di 62 pagine, si vede che nel conteggio delle citazioni ci sono solo due riferimenti relativi al lavaggio delle
mani, tre per le maschere, uno per i guanti, 23 per i vaccini e 18 per farmaci anti-virali. Ciò che andrebbe promosso dalla WHO in tutto il mondo, soprattutto nei paesi poveri, sono gli interventi di sanità pubblica, invece, ad essere spinti sono gli interventi farmacologici. Dalle nostre reviews emerge la chiara evidenza che gli studi di vaccini anti influenzali sponsorizzati dall’industria farmaceutica sono aumentati di importanza e visibilità, molto più rispetto agli studi non sponsorizzati dall’industria farmaceutica. Tuttavia, questo non è spiegato dalle dimensioni o la qualità degli studi che risulta essere la medesima. La spiegazione più probabile, e molto sgradevole, di questo dato è che le riviste scientifiche più prestigiose pubblicano con maggior probabilità studi sponsorizzati dall’industria probabilmente a causa dei soldi che guadagnano dalla vendita delle ristampe degli studi e degli spazi pubblicitari.

MN: Ma Tom, molti che leggeranno tutto ciò diranno, ‘Sì, forse un sacco di persone si faranno i soldi sulla nostra paura, ma io comunque mi farò vaccinare’.

TJ: Prima di tutto, non è ‘forse’ un sacco di persone stanno per fare soldi. Ecco un indice azionario dell’influenza suina e aviaria, che dice quanti soldi hanno fatto, solo negli ultimi sei mesi, le imprese coinvolte nelle ricerche sul vaccino. Quindi, se vuole sapere come sta andando la pandemia, può consultare questo sito web. Lo chiamo il ”pandemiometro’, il barometro della pandemia. Non dimentichi di leggere i commenti a fondo pagina, le intuizioni e i contributi degli esperti.

MN: Vuole dire che questo sito Web è un barometro della paura della pandemia?

TJ: No, penso che sia un riflesso di ciò che questa pandemia è in realtà: una operazione commerciale.
Perché mai il governo Australiano dovrebbe programmare di vaccinare milioni di persone dopo l’epidemia, con un vaccino parzialmente valutato?

MN: La Food and Drug Administration ha recentemente annunciato l’approvazione di quattro nuovi vaccini contro il virus H1N1. Giungono con le avvertenze solite per le persone con allergia alle uova e possibili ‘imprevisti o rari eventi avversi gravi.’ Ha altre riserve su questi vaccini?

TJ: Si, le ho. Sono a conoscenza di un solo studio pubblicato. È apparso di recente nella versione on-line [11 Settembre 2009] del New England Journal of Medicine. Ho quattro problemi con questo studio, che è stato condotto in Australia. 1) è stato minuscolo, solamente 240 adulti. Gli autori hanno rilasciato dichiarazioni rassicuranti sulla Guillain-Barré, il che è ridicolo, perché la GBS si verifica in uno caso su 750.000 a 1 milione di vaccinazioni, e questo studio aveva solo 240 partecipanti; 2) un terzo di questi volontari ha avuto effetti collaterali somiglianti ai sintomi simil-influenzali (mal di testa, mal di gola, ecc), quindi hanno eseguito le vaccinazioni per prevenire sintomi che hanno causato; 3) non vi era alcun braccio placebo nello studio [un gruppo al quale sia stato iniettato un vaccino inerte], e tuttavia non ci sono scuse etiche per l’assenza nello studio di un braccio placebo, perché questi sono vaccini sperimentali; e 4) la descrizione delle sostanze additive contenute nel vaccino non era chiara. Sappiamo che vi è il thimerosal [mercurio] in questo vaccino H1N1, ma il produttore non ha detto se ci sono altre sostanze come l’alluminio, che può essere trovato in molti altri vaccini. Semplicemente non sappiamo. E consigliano il vaccino alle donne incinte e ai bambini sopra i sei mesi!

MN: Può semplicemente tornare indietro e spiegare in che modo gli studi del vaccino determinano se un nuovo vaccino dovrebbe essere approvato?

TJ: In tutte le nostre reviews di studi che hanno coinvolto vaccini contro l’influenza stagionale, abbiamo sempre cercato i veri outcomes, cioè, i casi di influenza, bronchite e polmonite. [Negli studi di altri vaccini come questo nuovo dall’Australia], i ricercatori, dopo aver inoculato un vaccino sperimentale, osservano la quantità e la qualità degli anticorpi [nel sangue] dei volontari. Se questi ne producono una quantità pre-definita considerata ‘protettiva’, si presume che, una volta vaccinati, le persone saranno protette. Quindi la questione principale è come questi marker di laboratorio possono essere correlati con un effetto protettivo sulle persone. Per rispondere alla domanda abbiamo esaminato tutti gli studi su vaccini contro l’influenza dal 1948 al 2007. Una risposta netta è resa difficile dalla scarsa qualità di questi studi, ma i vaccini hanno dato scarsi risultati specialmente nei pazienti anziani (per i quali sono universalmente raccomandati). Quindi, se questa è la traccia, perché i ricercatori perseguono la stessa vecchia, stanca e infruttuosa strada?

MN: Sì, lo ha detto in modo molto chiaro nell’intervista del 2006 dopo che aveva pubblicato una relazione dettagliata sul British Medical Journal. Che dire dei dati statistici prodotti dai CDC che ogni anno i media sparano per spaventarci e spingerci a vaccinarci: 36.000 decessi ogni anno negli Stati Uniti a causa dell’influenza? Non cambia mai.
TJ: Sappiamo che negli ultimi 20 anni negli Stati Uniti, la mortalità correlata all’influenza stagionale è costante, nonostante il fatto che nel corso degli anni un numero sempre più alto di persone vengano vaccinate contro l’influenza.

MN: Ci stiamo riferendo al vaccino contro l’influenza stagionale, che il CDC raccomanda di solito per alcune fasce di popolazione come i bambini sotto i due anni e gli anziani …

TJ: Non vi è alcuna prova che i vaccini contro l’influenza stagionale abbiano alcun effetto, specialmente negli anziani e nei bambini. Nessuna evidenza di riduzione di [numero di] casi, di morti, di complicazioni.

MN: Ovviamente, non c’è revisione Cochrane all’orizzonte per il virus H1NI.

TJ:
Certo che no, non ci sono ancora i dati da esaminare. Non vi è alcun problema con il virus H1N1. Non è diverso da qualsiasi altro virus stagionale. In realtà, sembra -dall’esperienza Australiana- che sarà più lieve e potrà essere gestito con misure di sanità pubblica, come ad esempio lavarsi le mani, le maschere.

http://www.torinomedica.com/link_articolo_finestra.asp?id=1704

http://medicalconsumers.org/2009/09/24/why-the-h1n1-virus-is-not-a-…

 

CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOCUMENTO MINISTERIALE SUL CONDENSO INFORMATO

 

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IL 73 % DEGLI ITALIANI E’ CONTRARIO ALLE VACCINAZIONI!!!!!! SONDAGGIO TG1 MAI DIVULGATO.

 

SONDAGGIO TG1 MAI DIVULGATO.
IL 73 % dDEGLI ITALIANI E’ CONTRARIO ALLE VACCINAZIONI !!!!!!

http://www.sondaggi.rai.it/index.php?sid=18849&lang=it

http://www.tremante.it/index_file/Page4804.html

Sì, ma solo per quelle obbligatorie 3.63%
No, penso che ci siano troppi rischi ed effetti collaterali 73.60%
Sì, bisognerebbe fare tutte le vaccinazioni che la medicina mette a disposizione 22.74%

NON LO PUBBLICHERANNO MAI !!!!! 

 

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INFLUENZA SUINA:IL VACCINO NON SERVE! ANCHE GLI OPERATORI SANITARI COMINCIANO AD AMMETERLO!

 

”Alcune indagini condotte in Europa, Cina e Canada, che hanno messo in evidenza come dal 25 al 50% dei soggetti indicati come bersaglio della vaccinazione, compresi gli operatori sanitari, rifiuterebbero il vaccino per paura degli effetti indesiderati.”
Carla Perria, medico di sanità pubblica della Laziosanità-Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio: ”La corsa al vaccino merita alcune considerazioni che si spera possano arricchire di elementi di valutazione questo panorama di incertezza e confusione.

La prima è che la recente ondata epidemica estiva ha messo in luce un virus poco aggressivo, in grado di trasmettersi abbastanza efficacemente da persona a persona, ma sostanzialmente incapace di causare malattia severa. La seconda è che la tanto temuta seconda ondata di malattia causata da un ceppo mutato e più virulento, che ci si aspetta per il prossimo inverno potrebbe semplicemente tradursi in un consistente aumento di casi ”leggeri”, che guariscono senza particolari cure, e in alcuni inevitabili, ma sporadici, casi gravi per lo più in soggetti con uno stato di salute già compromesso. La terza riguarda la cautela che occorre riservare alla fiducia nei confronti del nuovo vaccino per i seguenti motivi: innanzitutto per il fatto che la maggior parte di evidenze proviene da studi clinici effettuati per lo più su giovani adulti sani e non includono alcune delle principali categorie target dell’intervento, e cioè i bambini, gli adulti affetti da patologie croniche e le donne in gravidanza; ma, soprattutto, per la possibile comparsa di effetti collaterali, diversi da quelli noti come conseguenza della vaccinazione contro il ceppo stagionale, e riconoscibili, specialmente i più rari, solo dopo somministrazione a larghe fasce di popolazione”.

Che ci sia il sospetto, nonostante le rassicurazioni dell’OMS, che questo nuovo vaccino susciti un po’ di diffidenza lo dimostrano alcune indagini condotte in Europa, Cina e Canada, che hanno messo in evidenza come dal 25 al 50% dei soggetti indicati come bersaglio della vaccinazione, compresi gli operatori sanitari, rifiuterebbero il vaccino per paura degli effetti indesiderati.

 

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RIVOLUZIONARIO STUDIO TROVA IL NESSO TRA IL MERCURIO NEI VACCINI E LE LESIONI CEREBRALI

Traduzione di Amanda Adams – La Leva di Archimede
Link all’articolo originale in inglese del National Autism Association

 

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Neurotoxicology conferma le convinzioni di genitori e scienziati preoccupati per la crescente aggressività del piano vaccinale e per le sostanze tossiche contenute nei vaccini. Un team di ricercatori dell’Università di Pittsburgh ha notato un significante ritardo nello sviluppo dei riflessi controllati dal tronco cerebrale nei cuccioli di macaco che sono stati sottoposti ad un singolo vaccino contro l’epatite B contenente il thimerosal come conservante. I cuccioli di macaco non sottoposti al vaccino hanno avuto uno sviluppo normale.

 

Nel 1991 il governo statunitense ha esteso il piano vaccinale includendo il vaccino per l’epatite B nei primi giorni di vita dei neonati, nonostante l’epatite B sia prevalentemente trasmessa sessualmente o per passaggio di aghi infetti. L’introduzione del vaccino era parte del programma vaccinale creato in fretta e furia e coincide con il drastico aumento dei casi di autismo di cui ora sono affetti un bambino americano su 100. Negli Stati Uniti il thimerosal è stato rimosso dal vaccino per l’epatite B nell’anno 2000 ma rimase sul mercato per circa altri 2 anni. Tuttora è presente in altri vaccini, compresi i vaccini multidose sia per l’influenza che per l’H1N1.

 

Le attuali raccomandazioni del governo americano per l’influenza stagionale e l’influenza H1N1 suggeriscono tutti e due i vaccini alle donne in gravidanza e addirittura 6 differenti vaccini per l’influenza ai bambini di sei mesi di età. ‘Questo non prende nemmeno in considerazione la quantità addizionale di mercurio che il lattante assorbe dal latte materno quando il vaccino viene effettuato sia alla madre che al bambino’ dice Lori McIlwain presidente dell’associazione Nazionale Autismo (NAA). ‘Il risultato di questo studio conferma che una tale esagerazione del programma vaccinale è un attacco allo sviluppo cerebrale dei nostri bambini’.

 

Nello specifico questo studio ha dimostrato:

     E’ stato somministrato a tredici macachi Rhesus il vaccino Epatite B contenente una dose standardizzata di thimerosal nella dose stabilita in proporzione al peso, a quattro è stato somministrato un placebo salino e a tre non è stato somministrato nulla.

     Gli animali vaccinati hanno avuto un notevole ritardo nello sviluppo di tre riflessi essenziali alla sopravvivenza rispetto agli animali non vaccinati. Il riflesso di suzione, dei punti cardinali e del muso, sono tre riflessi essenziali alla sopravvivenza delle scimmie allo stato brado.

     Questi riflessi sono controllati dal tronco cerebrale, una parte del cervello di vitale importanza che regola le funzioni automatiche come il respiro, il battito cardiaco e l’attività intestinale.

     I riflessi neonatali nelle scimmie non vaccinate non hanno subito alcun ritardo nello sviluppo.

     Il ritardo nell’acquisizione di tre riflessi essenziali su quattro non è dipeso dal peso alla nascita o dall’età gestazionale.

 

Per anni i genitori di bambini autistici hanno fatto pressioni alle agenzie governative per la salute affinché facessero delle ricerche paragonando lo stato di salute dei bambini vaccinati con quello dei bambini non vaccinati e per rimuovere il thimerosal da tutti i vaccini. Nessuna delle due richieste è stata soddisfatta.

 

La signora McIlwain dichiara:’Questo studio evidenzia la mancanza di azioni efficaci del governo per garantire la sicurezza dei vaccini. Se le agenzie governative avessero condotto le ricerche più elementari sulle conseguenza dei vaccini sulla salute dei bambini, avrebbero potuto evitare la sofferenza a migliaia bambini con danni neurologici. E’ vergognoso.’

 

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